Cosa fare per evitare i pollini e combattere l’allergia primaverile?

//Cosa fare per evitare i pollini e combattere l’allergia primaverile?

L’arrivo della primavera che annuncia l’avvento della bella stagione, non viene accolta con molto entusiasmo da parte di coloro che soffrono di manifestazioni dovute ad allergie ai pollini. La primavera, infatti è il periodo in cui la concentrazione aerea di pollini è più alta, e perciò la stagione in cui le allergie raggiungono il culmine. Negli ultimi anni inoltre si Ë riscontrato un progressivo aumento delle frequenza di casi di pollinosi, che in alcune zone esordiscono già nei mesi di gennaio-febbraio, cioè in evidente anticipo rispetto alla classica allergia primaverile. Inoltre stanno sempre più aumentando le allergie da pollini cospetti minori,che in passato raramente erano causa di allergie rispetto ai pollini di graminacee e di Paritaria, per tali motivi definiti maggiori. E’ il caso soprattutto del cipresso,già presente in gennaio febbraio.
I sintomi più caratteristici delle allergie primaverili sono a carico delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari e più precisamente: sintomi nasali: starnuti, ostruzione nasale, secrezione acquosa, prurito; sintomi oculari: prurito, lacrimazione, fastidio alla luca, congiuntiva arrossata ed edematosa; sintomi a carico dell’apparato respiratorio: tracheite con tosse stizzosa ed asma bronchiale. L’asma si osserva nel 30-40% dei casi di pollinosi, sembra più frequente negli allergici alla Paritaria, e può anche costituire l’unica manifestazione clinica della pollinosi, anche se, più spesso, si associa ai Sintomi nasali ed oculari oppure compare a distanza di anni dalle prime manifestazioni della patologia.

I soggetti che manifestano anche solo in parte, ma con ricorrenza stagionale, i sintomi sopra descritti devono consultare il proprio medico che può a sua volta, richiedere una consulenza specialistica allergologica. Una valutazione critica approfondita dei dati clinici rapportata ai risultati dei tests diagnostici consente di stabilire la diagnosi di certezza di pollinosi, premessa indispensabile per instaurare la terapia più opportuna ed efficace. Solitamente la cura di queste forme allergiche prevede: l’impiego di farmaci antiallergici per via generale o locale da assumere nella stagione dei disturbi (antistaminici, farmaci che bloccano la liberazione di sostanze responsabili dell’infiammazione allergica, cortisonici, decongestionanti nasali) in grado di controllare i sintomi ma non di incidere sulle ricadute stagionali future. Nei casi di asma dovranno essere assunti farmaci antiasmatici,per lo più per via inalatoria.L’immunoterapia specifica cioè il vaccino antiallergico,rappresenta il trattamento di elezione in grado di ridurre gravità e persistenza dei sintomi; consiste nell’iniettare sottocute quantità gradualmente crescenti dell’allergene specifico, per modificare nel tempo la risposta immunitaria della persona allergica. Non tutti i pazienti allergici però traggono beneficio da questo tipo di terapia; miglioramenti dei sintomi si osservano soprattutto nelle forme allergiche stagionali, quando Ë implicato un solo allergene. E’ sempre necessario che il vaccino venga somministrato da un medico.
In alternativa alla via iniettiva si può utilizzare la via sub-linguale,molto più pratica,sicura e soprattutto gestibile in modo autonomo dal paziente,pur con una valutazione “a distanza” dello specialista allergologo.

COSA FARE PER EVITARE I POLLINI? Tutto quello che si può fare è mettere in pratica alcune precauzioni elementari: – ridurre la permanenza all’aperto nella stagione pollinica, soprattutto nelle giornate secche e ventose o quando l’erba è stata tagliata di recente
– Chiudere le finestre verso sera quando la concentrazione dei pollini nell’aria è massima
– Nel programmare le ferie conviene conoscere il calendario pollinico della meta delle vacanze. In genere nelle zone marine la densità del polline è inferiore.

 

2019-04-18T17:59:15+00:0018 Aprile 2019|