Terapia Fisica

Ultrasuoni

Gli ultrasuoni sono una terapia strumentale che utilizza, a scopo curativo, vibrazioni acustiche non udibili ad alta frequenza (superiori a 20 kHz) prodotte da un generatore di vibrazioni elettriche.

Come funzionano gli ultrasuoni?

Il passaggio del fascio ultrasonico dalla testina ultrasuoni ai vari tessuti biologici è indolore e determina variazioni di pressione che comportano, a seconda della modalità, del dosaggio e della durata dell'applicazione, effetti meccanici, termici, fisico-chimici ed antalgici. Questi effetti provocano a livello tessutale un aumento della microcircolazione, della temperatura, una stimolazione chimica locale e una disgregazione dei legami cellulari delle strutture raggiunte. Il fascio di ultrasuoni a seconda della frequenza impostata può raggiungere profondità dai 2 cm fino a 5 cm, con conseguente possibilità di modificare il target di trattamento; inoltre le modalità di applicazione possono essere pulsante, continua, a testina mobile o ad immersione, sfruttando le caratteristiche conduttrici dell'acqua.

Quali sono le indicazioni terapeutiche degli ultrasuoni?

Gli ultrasuoni non sono quasi mai utilizzati come unica metodica di trattamento, ma sono spesso associati ad altri tipi di terapia (Tecarterapia, Onde d'urto, Terapie manuali).
Le conseguenze provocate dal passaggio di queste vibrazioni acustiche a livello del tessuto rendono molto efficace l'utilizzo di questa terapia fisica per patologie con calcificazioni. L'aumento di temperatura, la micro iperemia e le micro vibrazioni locali aiutano a disgregare i depositi di calcio a livello tendineo, legamentoso e osseo, in caso di aderenze e cicatrici.
Gli effetti sopra descritti, sono efficaci nel recupero di una corretta elasticità cutanea e nell'evitare aderenze che limitino lo scorrimento dei tessuti a seguito di ferite o interventi chirurgici, strappi e stiramenti. L'utilizzo degli ultrasuoni abbinati ad esercizi di stretching diminuisce la formazione di tessuto fibroso a livello muscolare. Di conseguenza avremo maggiore elasticità e minor rischio di ricadute.

Principali Indicazioni:

  • Epicondilite
  • Tendinite
  • Fascite plantare
  • Condropatie
  • Artrosi

Onde d'urto

Cos'e' l'onda d'urto

L'onda d'urto è essenzialmente un'onda acustica ad alta energia, frequentemente utilizzata in medicina a scopo diagnostico (ecografia) e terapeutico (fisioterapia). L'onda d'urto è un impulso singolo ad incremento pressorio molto rapido seguito da un decremento più lento. Inoltre i valori di pressione sono circa 1000 volte superiori rispetto all'ultrasuono (500 bars vs 0,5 bar). L'onda è generata da un elettrodo (elettroidraulico, elettromagnetico e piezoelettrico) che produce una scarica elettrica ( lo schiocco caratteristico) in una camera circondata da una membrana di gomma che è posta a contatto con la cute e permette la trasmissione delle onde d'urto in profondità (fino a 10 cm) su di una superficie grosso modo di un dito pollice (6mm x 60mm). L'onda d'urto si diffonde attraverso i tessuti umani seguendo la legge dell'impendenza acustica cioè la differente capacità di ogni tessuto a riflettere l'onda acustica.

Per che cosa e' utilizzata l'onda d'urto in ortopedia

Vi sono due campi di utilizzo di questa tecnica:

  • In traumatologia per la mancata guarigione della frattura ossea detta in termini medico pseudoartrosi o ritardo di consolidazione dopo l'insuccesso del trattamento chirurgico o dell'uso di apparecchi gessati (distanza minore o uguale a 5mm)
  • Tutte le affezioni infiammatorie delle strutture tendinee e muscolari in particolare:
    • tendinite della spalla (periartrite calcifica e non)
    • epicondilite ed epicotrocleite (gomito del tennista o gomito del golfista)
    • pubalgia
    • tendinite del gran trocantere
    • tendinite achillea (achillodinia)
    • sperone calcaneare (tallonite)
    • fascite plantare

Quali sono le malattie piu' trattate con le onde d'urto?

Circa l'80% dei trattamenti è rivolto al secondo gruppo di affezioni e cioè quello che interessa i tessuti molli (tendini e muscoli), assai più frequenti dei ritardi di consolidazioni delle fratture. Tuttavia sono proprio le tendiniti, le epicondiliti, le periartriti e le fasciti che sono più difficili da risolvere e costringono il paziente a lunghi e ripetuti cicli di terapia farmacologica e di fisioterapia e talvolta anche ad interventi chirurgici.

Quali sono i dati statistici di guarigione con questa terapia?

Per quanto riguarda la guarigione dei ritardi di consolidazione delle fratture il successo si verifica nel 75% dei casi; per le tendiniti e tutte le infiammazioni dei tessuti molli l'incidenza di guarigione varia dal 70 al 90%.

Ci sono delle limitazioni o controindicazioni?

Esistono delle controindicazioni come in qualsiasi trattamento medico. Tra le principali vi sono lo stato di gravidanza, l'età dello sviluppo nelle zone del corpo ove le cartilagini di accrescimento sono ancora attive, la presenza di pace-maker cardiaco.

Il trattamento e' doloroso?

Sulle zone infiammate dei tessuti molli l'onda d'urto può provocare dolore, ma questo non è mai talmente fastidioso da richiedere una terapia antidolorifica. Sulle ossa lunghe sono utilizzate energie maggiori ed allora a volte si richiede una leggera analgesia. Talvolta può comparire un arrossamento cutaneo subito dopo l'applicazione ma scompare rapidamente.

Come si svolge il trattamento?

Si identifica la regione dolorante , la membrana è posta sulla cute, quindi avviene la regolazione della pressione della membrana, impostazione della frequenza (fino a 240 colpi/min) e del livello d'intensità dell'onda d'urto.

Quanto dura ogni seduta? quanto dura il trattamento completo?

La durata di ogni seduta e del trattamento completo dipendono dalla patologia e dal tipo di apparecchiatura. In generale una singola seduta, di circa 25 minuti, può essere già sufficiente per la guarigione di una frattura, mentre per i tessuti molli (tendiniti) è in genere necessaria una seconda ripetizione, ma il singolo trattamento non dura più di 4/5 minuti.

Quali precauzioni deve osservare il paziente in terapia?

Deve necessariamente evitare di sovraccaricare e di sollecitare eccessivamente la zona infiammata ed anche eseguire esercizi di mobilizzazione attiva delle articolazioni interessate non appena la riduzione del dolore lo consente. E' importante l'associazione di una terapia del movimento o chinesiterapia per recuperare la normale funzione, soprattutto per quelle articolazioni come la spalla, il gomito, il ginocchio o la caviglia che maggiormente risentono dell'immobilizzazione.

Questo trattamento puo' sostituire l'intervento chirurgico?

In alcuni casi può veramente sostituire la chirurgia. Nelle fratture che hanno già subito uno o più interventi precedenti anche una sola seduta può essere risolutiva per la guarigione. Inoltre in alcuni casi di periartrite di spalla o di epicondilite al gomito il trattamento con questa metodica può risparmiare al paziente una operazione, permettendo un ottimo recupero articolare.

Per i pazienti che hanno seguito altre terapie e' consigliabile affidarsi a questo trattamento?

Questa è in realtà la condizione più frequente. Il paziente viene a sapere di questa terapia dopo aver sperimentato il fallimento o il beneficio solo temporaneo di altri trattamenti.
Pertanto chi utilizza questa apparecchiatura verifica quotidianamente l'efficacia anche in forme già ripetutamente curate con altre terapie. Ciò non toglie che le onde d'urto si possano utilizzare sin dall'insorgenza dei disturbi come spesso avviene per gli atleti.

Magnetoterapia

MagnetoIn questa terapia vengono utilizzati impulsi elettromagnetici a bassa frequenza, al fine di dare un aiuto nella cura di diverse sintomatologie legate a stati infiammatori o a patologie ossee.
La Magnetoterapia è efficace perché i campi magnetici pulsati interagiscono con le strutture cellulari, favorendo il recupero delle condizioni fisiologiche di equilibrio.
Agiscono sulle membrane cellulari ripristinando il loro corretto potenziale che è fondamentale per assicurare l'apporto di nutrienti all'interno della cellula.
Inoltre i campi magnetici riattivano la circolazione sanguigna, migliorando l'ossigenazione e il nutrimento dei tessuti.
Nel caso delle cellule nervose, il più rapido recupero del potenziale di membrana è in grado di aumentare la soglia di percezione del dolore, inducendo di fatto un certo effetto analgesico.
La stessa azione a livello delle membrane intracellulari porta al ripristino della produzione ottimale di ATP, la molecola che porta energia a tutte le strutture cellulari dell'organismo.
A livello di organi e strutture anatomiche, questi effetti si traducono in analgesia, riduzione dell'infiammazione, stimolo al riassorbimento degli edemi.
In più i campi magnetici pulsati hanno un particolare effetto di stimolazione della migrazione degli ioni Calcio all'interno dei tessuti ossei, che è in grado di indurre il consolidamento della massa ossea e favorire la riparazione delle fratture.

Indicazioni specifiche

Osteoporosi: favorisce la mobilizzazione degli ioni di calcio e il consolidamento dell'osso osteoporotico concorrendo alla riduzione del dolore;
per il meccanismo precedentemente descritto contribuisce a riattivare il processo di riparazione nel ritardo di consolidazione ossea;
pseudo-artrosi, osteonecrosi, artrosi, algoneurodistrofia, sindromi canalicolari (ad es. il "tunnel carpale"), cervicalgia, lombalgia, periartrite di spalla, epicondilite,
edemi d'origine traumatica o infiammatoria, lesioni cutanee a difficile guarigione (ulcere post-traumatiche o flebostatiche, decubiti, ustioni).

Controindicazioni

Non devono sottoporsi a magnetoterapia:

  • pazienti portatori di pace maker o altri elettrostimolatori a permanenza (le protesi acustiche devono essere rimosse prima di sottoporsi al trattamento);
  • pazienti con patologie tumorali accertate;
  • pazienti con morbo di Paget;
  • pazienti con disturbi ematologici (piastrinopenia, anemia, linfomi) e stati emorragici di qualsiasi tipo in quanto il trattamento, inducendo vasodilatazione, potrebbe causare perdite di sangue.

Ipertermia

Cos'è l'ipertermia?

Per terapia ipertermica o Ipertermia (clinica) si intende l'induzione nei tessuti biologici di temperature di poco superiori a quella fisiologica (fra 0,5 e 3 gradi). Il riscaldamento dei tessuti realizzato tramite campi elettromagnetici è ampiamente utilizzato nei sistemi per Ipertermia clinica. Il riscaldamento dei tessuti tramite campi elettromagnetici presenta alcuni vantaggi rispetto alle altre forme di riscaldamento (conduzione, radiazione infrarossa). In particolare, sono superiori le profondità a cui si può arrivare nel trattamento. L'Ipertermia viene principalmente utilizzata, in clinica, nella terapia dei tumori e in fisioterapia.
L'Ipertermia fisioterapica è quella termoterapia che riesce a trattare i tessuti interessati operando nello stretto intervallo di temperatura in cui il calore ha effettivo potere terapeutico ai fini della riabilitazione fisica. Con l'Ipertermia vengono dunque ottimizzate le risposte biologiche fondamentali:

  • Aumento flusso circolatorio da dilatazione vasale
  • Aumento del metabolismo cellulare
  • Azione antalgica per innalzamento della soglia del dolore
  • Riduzione della rigidità articolare e dei tessuti fibrosi
In che modo funziona l'Ipertermia?

Il trattamento consiste nell'applicazione del macchinario, costituito da un emettitore di onde elettromagnetiche ed una "bolla" di silicone, sull'area cutanea immediatamente sovrastante la lesione. La sensazione avvertita dal paziente è un calore profondo, che verrà modulato costantemente dal terapista secondo le necessità terapeutiche.
I campi di applicazione dell'ipertermia sono molto vari e riguardano patologie muscolari (contratture, elongazioni, miositi ecc.), tendinee (peritendiniti, tendiniti, tenosinoviti, tendinosi, tendinopatie inserzionali), osteo-cartilaginee (periostiti, distorsioni ecc.), borsiti.

Tecarterapia

La Tecarterapia funziona tramite il posizionamento di due poli elettrici, una piastra fissa ed un manipolo mobile, che stimola le cariche elettriche presenti nei tessuti dell'organismo.
Durante un trattamento, che varia dai 10 ai 40 minuti a seconda dell'indicazione, vengono attivate le molecole polarizzate contenute nelle cellule (soprattutto le molecole di membrana), creando un duplice effetto:

1. maggior scambio di elettroliti e sostanze nutrizionali a livello cellulare, indispensabile per tutti i microprocessi riparativi, sia acuti che cronici.

2. calore endogeno, cioè che si crea dall'interno dell'organismo, favorente l'afflusso di sangue anche alle aree più profonde o fibrose.
Nelle patologie acute, variando erogazione, tempi e modalità di somministrazione, si ottengono risultati sorprendenti nella riduzione dell'edema, nella velocità di recupero, nella diminuzione istantanea del dolore già in prima seduta.

Trovano indicazione quindi:
  • Distorsioni articolari (caviglia, ginocchio, mano, gomito, spalla) e "colpi di frusta"
  • Traumi muscolari (contratture, stiramenti, strappi)
  • Lesioni e sovraccarichi tendinei, borsiti
  • contusioni

Nelle patologie croniche, l'endotermia produce un aumento importante della capillarizzazione delle aree sofferenti e fibrotiche, con effetto immediato sulla mobilità articolare, sensazione di leggerezza, riduzione del dolore.

Grande efficacia si evidenzia in:
  • artrosi (ginocchio, anca, spalla, polso, colonna vertebrale), anche in presenza di protesi metalliche
  • fibrosi profonda, cicatrici da strappo muscolare o da intervento chirurgico
  • osteoporosi
  • cellulite
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